Un po’ di storia della borsa..https://svariat.blogspot.com/ (ed anche un po’ della mia.. storia) 

 

Quando ero piccola, mia nonna usava raccontarmi una favola nella quale si narrava di una bambina che incontrando una fata nel suo giardino, ebbe l’opportunità di ricevere un bel regalo. 

La fata le disse che ogniqualvolta si fosse comportata bene e avesse messo nella sua piccola borsa un oggetto, questo si sarebbe duplicato. 

Io, inseguendo i miei sogni di bambina, provavo questa “strategia”, ma ovviamente, con mia, ogni volta rinnovata delusione, mi accorgevo che purtroppo non succedeva niente di tutto ciò. Al giorno d’oggi non serve nessuna fata per far sì che si duplichino gli oggetti dentro le borse di noi donne. 

Distratte come siamo da mille faccende, buttiamo dentro alle nostre povere “vittime” (le borse, appunto) ogni sorta di oggetto. Per questa ragione quando le compriamo, la nostra attenzione ricade sulla loro capacità e robustezza e contemporaneamente diventiamo esigenti nel volerle “belle come il sole” ai nostri occhi e ovviamente sorprendenti agli occhi degli altri. Ma com’è nata l’esigenza della borsa? 

La sua storia, anche se non è molto ben documentata risulta molto antica. 

Come possiamo immaginare nasce con l’uso del denaro e con l’esigenza di avere un sacchetto comodo dove riporre le monete. E’ con l’avvento della Rivoluzione Francese, nella quale la moda dettava abiti femminili talmente semplici da sembrare camicie, che le signore avvertirono la necessità di avere la borsetta appesa al braccio, che però era talmente minuscola da essere chiamata “ridicule”. 

Dopo la prima Guerra Mondiale, la donna acquista indipendenza, inizia a lavorare e sente la necessità di avere con sé un contenitore che non sia solo considerato tale, ma che possa colpire “l’occhio” della massa. 

La dimensione della borsa aumenta ed inizia ad interessare anche le riviste specializzate. Entrano in campo stilisti, costumisti e artisti. Coco Chanel, ad esempio, negli anni ‘20 fu la prima a creare la tracolla trapuntata, adottata poi anche da alcune dive del tempo come Marlene Dietrich. 

Negli anni ‘60 con l’avvento della contestazione giovanile, la borsa elegante viene in parte sostituita dai modelli in cuoio fatti a mano. E nello stesso periodo nasce anche il borsello maschile. Tutto ciò fino ad arrivare ai giorni nostri, con la comparsa sul mercato dei materiali e dei colori sintetici. 
Oggigiorno la borsa è un’icona che identifica la donna e il suo modo di essere e in certi casi anche il suo umore. 

Quante volte capita di sentirsi con il morale a terra e preferire in un giorno di pioggia, un colore scuro e un modello classico per poter passare inosservate e magari cercare di allontanare gli interlocutori fastidiosi… Una sorta di avvertimento verso il prossimo insomma…                      Non mi disturbare perché oggi mordo!”